Fondazione “Giuseppe Tovini”

  

FAMIGLIA UNIVERSITARIA

“Card. Giulio BevilacquaEmiliano Rinaldini”

 PROGETTO FORMATIVO e REGOLAMENTO

 

1. Con creativa e geniale carità pedagogica il Prof. Vittorino Chizzolini (1907 – 1984), avviandosi l’anno scolastico 1957-58, promuoveva, presso l’oratorio della parrocchia dei Santi Faustino e Giovita in Brescia, la Famiglia Fraterna, intitolata alla memoria di Emiliano Rinaldini (1922-1945), ove si proponeva di accogliere studenti che desideravano attendere agli studi magistrali e dedicarsi quindi all’insegnamento nella scuola primaria.

Negli anni seguenti l’originaria residenza veniva trasferita presso casa Palazzi in piazza del Foro 2. Al fine di consentire l’ospitalità anche agli studenti universitari, nel 1965, in concomitanza con l’istituzione della sede bresciana dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, la Fondazione Giuseppe Tovini costituiva, sempre per iniziativa di Vittorino Chizzolini, la Famiglia Universitaria, intitolata al Cardinale Giulio Bevilacqua (1881-1865), nell’antica sede di via Veronica Gambara 15.

La Fondazione Tovini, istituzione riconosciuta quale ente morale con decreto del Presidente della Repubblica nel 1957, era stata fondata da Vittorino Chizzolini e da Mons. Angelo Zammarchi (1871-1958) all’inizio degli anni Cinquanta, intendendo ispirarsi alla singolare ed eroica testimonianza evangelica di Giuseppe Tovini (1841-1897), laico bresciano protagonista del movimento cattolico italiano nella seconda metà del XIX secolo.

Nel corso del tempo si sono avvicendate, nelle sedi della Famiglia universitaria “Card. Bevilacqua – Emiliano Rinaldini”, decine e decine di studenti universitari, provenienti prevalentemente dalle Valli bresciane, dalle provincie limitrofe di Bergamo, Cremona, Sondrio, Trento e Verona, come pure dai Paesi del Terzo Mondo.

A partire dal 1993, le due sedi si sono trasferite nella zona occidentale di Brescia, nella dimora di Villa S.Filippo in via Ferrando 1, un tempo fervido centro di spiritualità promosso dai Padri filippini della Pace. L’odierna residenza della Famiglia universitaria, che ospita circa 60 studenti universitari iscritti alle facoltà scientifiche e umanistiche degli atenei cittadini, è dotata di camere singole, sale studio, soggiorni, biblioteca, emeroteca, cappella, sale riunioni, servizio cucina, campo di calcio e parcheggio. La comunità studentesca è retta da un responsabile, coadiuvato da giovani laureati collaboratori, ed è spiritualmente animata da un sacerdote assistente.

Nel giugno 1990 si è formalmente costituita l’Associazione “Vittorino Chizzolini”, che raccoglie centinaia di ex studenti della Famiglia universitaria, con l’intento di custodire e diffondere la memoria dell’indimenticabile professore, e di alimentare ed intensificare un rapporto associativo volto alla crescita culturale e spirituale, alla collaborazione, all’amicizia e alla solidarietà tra gli ex studenti, nella prospettiva di un’autentica formazione permanente, intessendo pure un proficuo dialogo con l’odierna comunità studentesca.

2. Ispirata ai principi pedagogici ed agli orientamenti antropologici cristiani, la Famiglia universitaria si propone di contribuire significativamente alla formazione integrale dei giovani ospiti, sotto il profilo morale, spirituale, culturale, professionale. In tale prospettiva definisce ed attua annualmente un programma formativo caratterizzato da momenti religiosi, culturali, del tempo libero, come pure concorre a favorire l’impegno e la responsabilità individuali nel contesto di un’intensa e dinamica vita comunitaria.

Al fine altresì di coltivare ed accrescere nei giovani studenti un autentico stile di rispetto, di dialogo, di accoglienza reciproca, di amicizia, di solidarietà negli ambiti della vita quotidiana, la Famiglia universitaria promuove forme, modalità, condizioni, spazi di condivisione, di integrazione, di interdisciplinarietà. Nell’ambito delle iniziative formative promosse annualmente, particolare attenzione viene dunque riservata:

–  alla formazione morale e religiosa, per enucleare ed individuare risposte adeguate e consapevoli dinnanzi alle questioni etiche fondamentali che interpellano le giovani generazioni nel loro itinerario di crescita e di maturazione;

alla formazione culturale, per integrare, in una prospettiva interdisciplinare, la preparazione specifica acquisita in ambito universitario, e per offrire opportunità di confronto e di riflessione critica con la pluralità dei saperi;

alla formazione professionale, per corrispondere alle esigenze ineludibili dell’etica professionale, nella ricerca altresì di opportuni ed assidui contatti con le strutture universitarie, le istituzioni culturali, gli ordini professionali, le imprese.

3. La Famiglia universitaria è retta da un responsabile, nominato dal Consiglio d’amministrazione della Fondazione Giuseppe Tovini. A questi si affiancano, con responsabilità educative, il sacerdote assistente spirituale, i giovani laureati collaboratori, i consiglieri dell’associazione degli ex studenti ed ogni presenza ulteriore ritenuta efficace a giudizio del responsabile.

D’intesa con la segreteria della Fondazione Tovini, un collaboratore coordina l’attività amministrativa ed organizzativa della Famiglia Universitaria.Al fine di favorire una partecipazione responsabile e diretta della comunità studentesca all’animazione della vita comunitaria, annualmente viene designato dal responsabile un nucleo di studenti, denominato commissione culturale, come pure vengono attivati gruppi di servizio, ai quali sono invitati ad aderire tutti gli studenti ospiti. Ulteriori iniziative di coinvolgimento degli studenti sono affidate alle competenze del responsabile.

4. Lo spirito e le ragioni ideali che ispirano e orientano l’esperienza della Famiglia universitaria, esigono d’essere tradotte in uno stile di vita personale e comunitario, quale di seguito viene indicato:

– accoglienza e condivisione dell’ispirazione cristiana e dello spirito che caratterizza la Fondazione Giuseppe Tovini;

– accoglienza e condivisione dell’itinerario educativo personale e comunitario;

– residenzialità e permanenza continuativa presso la Famiglia universitaria;

– applicazione costante e dedizione seria e convinta negli studi universitari, nella frequenza alle lezioni ed esercitazioni, partecipazione attiva alla vita universitaria;

– osservanza degli adempimenti accademici, regolarità e sistematicità nel curriculum universitario personale;

– adesione attiva allo spirito e alle norme della vita comunitaria nella solidarietà, comprensione, rispetto, dialogo, reciprocità, lealtà, onestà, correttezza negli atteggiamenti etici e nei rapporti interpersonali;

– partecipazione consapevole, solerte, costruttiva ai diversi momenti, tempi, esperienze proprie della vita comunitaria: momenti religiosi, sociali, culturali, del tempo libero, sportivi, turistici, conviviali, quotidiani e ordinari, eccezionali e qualificanti;

– rigoroso silenzio nei luoghi di studio, di preghiera e nei corridoi, onde favorire concentrazione, applicazione e approfondimento;

– rigoroso silenzio nelle camere, soprattutto nelle ore serali, onde favorire le più elementari e legittime esigenze di riposo;

– corretta e rigorosa fruizione delle strutture logistiche e dei servizi presenti presso la Famiglia universitaria: sale comuni, e studi, cappella, sale computer, sala biblioteca, cucina, segreteria, servizi generali, suppellettili, stampa quotidiana e periodica;

– osservanza rigorosa e coerente delle disposizioni generali e particolari indicate dal responsabile della Famiglia universitaria;

– accoglienza e riconoscimento del ruolo e del servizio di guida e di animazione, come pure di ogni competenza propria del responsabile della Famiglia universitaria;

– accoglienza e riconoscimento del servizio spirituale e pastorale svolto dal sacerdote assistente;

– accoglienza e riconoscimento delle funzioni di servizio svolte dai laureati collaboratori presso la Famiglia universitaria;

– osservanza delle disposizioni per cui ospiti esterni possono accedere solo ed esclusivamente alle sale comuni; l’ospitalità per ragioni di studio in altri ambienti richiede l’autorizzazione diretta del responsabile della Famiglia universitaria;

– rigoroso rispetto della libertà e dignità personale, delle esigenze di riservatezza, delle norme di civiltà ed educazione;

– rigoroso rispetto dei beni altrui (materiale didattico, sussidi e libri, capi di abbigliamento, vivande, generi vari).

5. L’accesso alla Famiglia universitaria avviene mediante colloqui selettivi, cui fanno seguito verifiche annuali per la riconferma dell’ospitalità.

Termine di riferimento ineludibile per tale valutazione sono la disponibilità e l’effettiva adesione personale al progetto formativo proposto dalla Famiglia universitaria.In questa stessa prospettiva, per l’accoglienza di nuovi studenti, verrà valutata attentamente la preparazione culturale di base del candidato, come pure il curriculum scolastico, la fisionomia morale, l’idoneità e la disponibilità alla vita comunitaria, le condizioni economiche famigliari.

Per la riconferma annuale, si terrà conto del profitto universitario, della qualità e intensità nella partecipazione alla vita comunitaria, della reale condivisione dello spirito e dello stile proprio della Famiglia universitaria.

 


REGOLAMENTO

 

Premessa

 

Il presente Regolamento è la traduzione normativa delle finalità del Progetto Formativo della Famiglia Universitaria;  a questo si riferisce e ne è parte integrante

Art. 1 La vita nel Collegio è fondata sulla leale condivisione delle finalità espresse nel Progetto Formativo e richiede uno stile di vita coerente a tali principi.

 Direzione

 Art. 2 Alla Direzione del Collegio è preposto un Responsabile, nominato dal Consiglio di Amministrazione della Fondazione Tovini. Egli è il Responsabile dell’andamento della vita del Collegio secondo le linee del Progetto Formativo e del presente regolamento. I suoi collaboratori partecipano della sua autorità e come tali vanno accolti.

Art. 3 E’ compito del Responsabile curare la formazione umana e culturale degli Studenti, organizzando, in dialogo con loro, in modo particolare tramite la Commissione Culturale, le attività che favoriscono la vita comunitaria, l’impegno nello studio, una crescita integrale della loro persona.

 Ammissione e conferma

 Art. 4

a)      il giovane che desidera essere ospitato nel Collegio deve sostenere una prova che prevede:

–          un tema da svolgere in risposta ad alcune domande poste

–          un test sul carattere

–          un colloquio con il Responsabile e i suoi collaboratori

La prova ha lo scopo di verificare, per gli studenti che si iscrivono al primo anno, un’adeguata disposizione agli studi universitari, sulla base anche del voto all’Esame di Stato; per gli studenti iscritti ad anni successivi al primo, una soddisfacente carriera accademica, sulla base degli esami sostenuti e dei voti conseguiti

Nel colloquio si tende inoltre ad accertare la condivisione degli obiettivi proposti nel Progetto Formativo  e delle norme del regolamento, che in tale sede vengono consegnati e/o spiegati unitamente al calendario e alle norme amministrative.

b)     L’ammissione è pertanto subordinata all’accettazione e alla sottoscrizione del Progetto Formativo e del presente regolamento. Utili ai fini dell’ammissione sono eventuali esperienze associative e/o di volontariato e la presentazione da parte di un sacerdote o dell’insegnante di religione, nonché passate permanenze in altri collegi.

c)      L’ammissione richiede inoltre la presentazione dei seguenti documenti: copia del diploma di maturità (o fotocopia del libretto universitario). un certificato medico dal quale risulti che lo studente è idoneo alla vita comunitaria; copia della carta d’identità, stato di famiglia, due foto formato tessera e copia della tessera sanitaria.

Art. 5 Prima delle vacanze estive il Responsabile verificherà con ogni studente l’attuazione del piano di studi formulato all’inizio dell’anno accademico e la qualità della sua partecipazione alla vita del Collegio. La conferma, decisa dal Responsabile, dipenderà dall’esito positivo di queste due verifiche e, di regola, non sarà data oltre il II anno fuori corso.

 Vita comunitaria

Art. 6

a)      La vita nel Collegio è fondata sulla reale condivisione delle finalità e dei valori espressi nel Progetto Formativo e richiede uno stile di vita coerente. E’ pertanto deprecato ogni comportamento non rispettoso di se stessi, della comunità, del personale, delle cose.

b)     Ciascun Studente procurerà di tenersi informato sulla vita comunitaria leggendo le comunicazioni affisse all’apposita bacheca.

c)      Il Responsabile stabilisce tre colloqui con ogni Studente per definire il progetto formativo personalizzato (inizio anno); per verificare l’impegno e il profitto in relazione al piano di studi, l’inserimento nella comunità e la partecipazione alle iniziative proposte (metà e termine anno).

d)     Coerentemente con l’ispirazione cristiana che connota l’identità del Collegio ogni Studente è invitato a partecipare alle proposte di carattere religioso.

e)      Ogni studente ha la responsabilità di dare il proprio contributo di presenza, collaborazione e condivisione dei diversi momenti della vita del Collegio; è tenuto a partecipare alla totalità delle proposte formative e in caso di grave motivo di impedimento deve avvisare preventivamente la Direzione; secondo gli interessi personali, è invitato ad aderire alle commissioni di servizio interne che verranno costituite. Tutti, salva la priorità dello studio, debbono prestare il loro aiuto per le iniziative e le necessità comunitarie, soprattutto nel garantire un clima sereno, solidale e fraterno.

Orari

 Art. 7

a)      Il Collegio è aperto durante tutto l’anno accademico. I periodi di chiusura verranno tempestivamente comunicati agli Studenti. Ogni Studente possiede copia delle chiavi d’ingresso. Ogni abuso nell’utilizzo di tali chiavi è soggetto a norme disciplinari. E’ d’obbligo il rientro silenzioso.

b)     Ogni Studente è tenuto a creare e mantenere le condizioni utili e necessarie per lo studio. In tal senso sulle scale, nei corridoi e ai piani dove sono ubicate le camere, va evitato ogni genere di rumore. Dopo le 23,00 anche nei luoghi comunitari il comportamento deve essere rispettoso del silenzio, per favorire le esigenze personali e il riposo.

Ospiti

 

Art. 8 Allo studente è consentito, previo avviso alla segreteria e/o ai collaboratori, ricevere ospiti esterni del cui comportamento risponde personalmente. E’ chiesto anche  di segnare ogni volta sul registro apposto in bacheca il nominativo dell’ospite/i. Gli ospiti possono frequentare solo i luoghi comunitari è pertanto vietato ospitare nelle camere.

Cucine

Art. 9 Le cucine possono essere sempre utilizzate, ad eccezione degli orari nei quali le governanti le riassettano. Va mantenuto l’ordine, la pulizia e va esercitata la massima collaborazione da parte di tutti. Particolare attenzione andrà posta nell’uso degli elettrodomestici.

Sicurezza

Art. 10 Lo studente, all’atto dell’ammissione, deve informarsi, attraverso le indicazioni esposte, sulle procedure da seguire in caso d’emergenza e prevenzione incendi. Tutti gli Studenti presenti nel Collegio debbono partecipare alle esercitazioni d’esodo ai fini della sicurezza antincendio e antiterremoto che verranno poste in essere.

Malattia

Art. 11

a)      In caso di malattia lo Studente, direttamente o tramite compagni, deve avvertire il Responsabile che, in accordo con l’interessato, valuterà l’eventuale chiamata del medico e l’informazione alla famiglia, predisponendo altresì l’eventuale rientro del giovane a casa

b)     In quest’ultimo caso la riammissione al Collegio è consentita dietro presentazione di certificato medico che attesti l’avvenuta guarigione e il ripristino dell’idoneità alla vita comunitaria.

c)      Poiché il personale medico è reperibile solo nella fascia oraria assegnata alla Guardia Medica, gli Ospiti che rimangono per lungo tempo in Collegio sono invitati a scegliere il medico curante presso l’ASL cittadina e a darne comunicazione alla Direzione. Si porti con sé il libretto Sanitario o la fotocopia.

Norme comportamentali

Art 12

a)      Ad ogni Studente, al momento della sua accoglienza, viene assegnata una camera singola, di uso strettamente personale, fornita di suppellettili e arredi, che terrà pulita e in ordine. La camera, alla fine della permanenza dovrà essere  restituita nel medesimo stato, salvo il normale deperimento d’uso.

b)     Lo studente utilizza personalmente la stanza assegnatagli e non può cambiarla con altri ospiti. Qualsiasi modifica nella sistemazione logistica deve essere autorizzata dal Responsabile. E’ predisposto uno spazio espositivo per evitare il degrado delle pareti. Quanto esposto e conservato nella propria camera sia consono ai valori di riferimento del Collegio. Lo Studente lascerà libera e agibile la propria stanza nell’orario delle pulizie.

c)      Non è consentito suonare in camera e eventuali apparecchi radiofonici vanno costantemente tenuti a volume basso.

d)     La Direzione provvede ai trasferimenti di camera anche durante l’anno su richiesta dello studente o di sua propria iniziativa.

e)      Per i motivi espressi nel Progetto Formativo, allo studente non è data la chiave della  camera. La camera deve rimanere sempre aperta.

Verrà chiusa solamente nel periodo di riposto agostano. Il Collegio non risponde di valori e/o denaro che lo studente conservi in stanza.

Art. 13 Ogni studente che determini un danno o un guasto alle strutture del Collegio è tenuto a comunicarlo alla Direzione prontamente. Lo studente è responsabile personalmente per i danni arrecati all’interno della propria stanza o nei luoghi di uso comune e dovrà provvedere al risarcimento. Nel caso non sia possibile individuare l’autore del danno, ciascun studente contribuirà in solido al risarcimento del danno stesso con gli altri assegnatari di camera, piano o residenza.

Art. 14 Gli studenti sono tenuti a segnalare ogni eventuale anomalia, guasto agli impianti, presenza di estranei nel collegio, nonché a facilitare il personale nell’adempimento delle sue mansioni. Lo studente non può chiedere al personale alcun servizio, specie se diverso da quelli relativi alle rispettive mansioni. Ogni eventuale richiesta o rilievo dovrà essere rivolto alla Direzione.

Art. 15 L’uso degli spazi comunitari (sale studio, sale computer, cucine, biblioteca, bacheche, galleria, sale TV, palestra, terrazza, rimessa cicli e motocicli, parcheggio, campo da calcio) è sottoposto alle disposizioni relative ad ogni servizio e in generale ci si attenga alla seguenti indicazioni:

a)      ogni Studente avrà cura di mantenere l’ordine anche negli spazi comunitari, un comportamento e un abbigliamento decorosi.

b)     In tutti gli ambienti comuni è vietato fumare, tranne in quelli in cui è espressamente permesso.

c)      Gli studenti che si fermano il sabato e la domenica possono usufruire del servizio di lavanderia, la stessa va mantenuta in ordine avendo cura dei propri indumenti e di quelli altrui. E’ vietato lavare in camera.

d)     L’uso degli spazi comunitari è regolato dalla Direzione. Non è possibile spostare componenti dell’arredo.

e)      Terminato lo studio e le attività, lo Studente lascerà sempre l’ambiente libero da ogni materiale e in ordine in modo che sia disponibile per gli altri Studenti e per la pulizia.

Software

Art. 16 Per le proprie esigenze di studio, gli studenti potranno usufruire degli elaboratori messi a loro disposizione nelle sale apposite, con le modalità e gli usi consentiti dalla legge. A norma dell’art. 8 del D. Lgs. 29.12.1992 n. 518, sulla tutela giuridica dei programmi, è vietato l’uso di programmi software riprodotti illecitamente.

Strumenti elettrici

Art. 17 Per disposizione di legge (art. 7 della legge 18.7.1980, n.. 406) in stanza è vietato usare fornelli di qualsiasi tipo, scaldavivande, stufe a gas, elettriche, a cherosene e simili; detenere liquidi o sostanze infiammabili tipo alcool o carburanti anche in piccole quantità; utilizzare apparecchiature elettriche di potenza superiore a 1 KW; tenere oggetti, materiali, apparecchiature che facciano superare i limiti del carico di incendio previsti dalle normative per ciascuna tipologia di stanza. La direzione e il responsabile della sicurezza si riservano il diritto di verificare il rispetto di tale disposizione e delle eventuali ulteriori norme di sicurezza, che verranno segnalate con apposite comunicazioni dal responsabile della sicurezza del Collegio.

Disposizioni disciplinari

Art. 18

a)      In caso di inosservanza del presente Regolamento il Responsabile prenderà i provvedimenti disciplinari in forma di richiamo verbale o ammonizione scritta. Per violazioni gravi o ripetute il Responsabile potrà procedere all’allontanamento temporaneo dello Studente per una durata non superiore a dieci giorni, ovvero all’allontanamento definitivo.

b)      Per trasgressioni di Legge nei confronti del Collegio, sarà investita l’Autorità Giudiziaria.

Art. 19 Ogni Studente ammesso al Collegio dovrà sottoscrivere il proprio impegno all’osservanza delle norme del presente Regolamento.

 

 

Brescia, Casa San Filippo

Lugio 2014